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APPELLO PER UNA LISTA UNICA LIBERAL DEMOCRATICA
Chi la pensa allo stesso modo non deve dividersi al voto.
Firma oraDavanti alla delusione verso la politica e al fallimento del “bipopulismo”, chiediamo ai leader dei partiti e dei movimento politici che non si riconoscono in questa destra e in questa sinistra di annunciare entro il 31 dicembre una lista unica per le prossime elezioni politiche, come primo passo verso un partito unico. Se sei d'accordo firma anche tu.
Cara amica, caro amico,
c’è nel Paese un crescente sentimento di delusione dalla politica e distacco dall’esercizio del diritto di voto di fronte al fallimento del “bipopulismo” italiano (siamo all’ultimo posto in Europa per produttività, il potere d’acquisto reale è rimasto fermo a trent’anni fa, la sanità è degenerata rispetto a quell’epoca) e alla contemporanea assenza di una credibile alternativa a questa situazione di stallo.
Ciò produce un divario, sempre più ampio, tra la potenziale disponibilità ad un’offerta politica diversa e l’incapacità di fornirla da parte di chi avrebbe il compito di farlo.
Non può essere attrattiva, per questo elettorato deluso e disperso, la semplice riproposizione di un’offerta già valutata e pesata nelle ultime elezioni europee. Offerta che non può certo essere migliorata da una semplice e parziale ricomposizione verticistica di spezzoni di gruppi dirigenti, associazioni rispettabili ma elettoralmente poco rappresentative, singole personalità bisognose di una nuova collocazione. Così come non può essere sufficiente per resuscitare l’impegno e l’entusiasmo di un tempo un generico appello a sostenere semplicemente quanto già definito e già in campo. Eppure, esiste una comunità di iscritti, militanti ed elettori appartenenti a quest’area che lavora già ogni giorno per costruire un’alternativa più ampia e che non accetta di avere una rappresentanza divisa in più sigle.
Una comunità dove, come è ovvio, sono presenti sensibilità diverse, ma che si trova d’accordo sui temi essenziali. Ci uniscono:
Ci unisce soprattutto, la consapevolezza che, per far vivere questi concetti nella realtà politica ed elettorale è necessario non solo mettere insieme le forze che si sono disperse in questi anni ma anche, e soprattutto, attrarre energie nuove, oggi sfiduciate e silenti.
In molti territori questa convergenza è già realtà e la disponibilità a ricercare ed aprirsi al nuovo è già presente. Per questo vi chiediamo ora di compiere il passo decisivo.
Chiediamo ai leader dei partiti e movimenti che fanno riferimento a quest’area di annunciare entro il 31 dicembre l’avvio della composizione di una lista unica per rappresentare quest’area alle prossime elezioni politiche.
Chiediamo che la composizione di questa lista venga fatta tenendo conto della realtà esistente ma come primo passo per avviare un processo costituente per riunificare in un unico partito le tante energie oggi disperse.
Chiediamo, per rendere credibile questo processo, che ogni candidato nei diversi collegi, all’atto dell’accettazione della candidatura, firmi un atto formale di impegno a convocare, entro sei mesi dall’eventuale elezione, l’Assemblea costituente per la nascita del nuovo partito unico. Esplicitando che la costituente dovrà svolgersi con procedure che rispettino tassativamente i principi di trasparenza, proporzionalità e contendibilità.
Ovviamente un simile processo sarebbe dovuto partire molti mesi fa, come del resto era stato più volte promesso. Tuttavia, nelle condizioni date, crediamo possa ancora rappresentare, se perseguito con convinzione e correttezza, un modo per potersi rivolgere ad un mondo più vasto rispetto a quello, in ogni caso angusto, che potremo raggiungere con una lista priva di un credibile respiro progettuale.
Grazie, davvero.
c’è nel Paese un crescente sentimento di delusione dalla politica e distacco dall’esercizio del diritto di voto di fronte al fallimento del “bipopulismo” italiano (siamo all’ultimo posto in Europa per produttività, il potere d’acquisto reale è rimasto fermo a trent’anni fa, la sanità è degenerata rispetto a quell’epoca) e alla contemporanea assenza di una credibile alternativa a questa situazione di stallo.
Ciò produce un divario, sempre più ampio, tra la potenziale disponibilità ad un’offerta politica diversa e l’incapacità di fornirla da parte di chi avrebbe il compito di farlo.
Non può essere attrattiva, per questo elettorato deluso e disperso, la semplice riproposizione di un’offerta già valutata e pesata nelle ultime elezioni europee. Offerta che non può certo essere migliorata da una semplice e parziale ricomposizione verticistica di spezzoni di gruppi dirigenti, associazioni rispettabili ma elettoralmente poco rappresentative, singole personalità bisognose di una nuova collocazione. Così come non può essere sufficiente per resuscitare l’impegno e l’entusiasmo di un tempo un generico appello a sostenere semplicemente quanto già definito e già in campo. Eppure, esiste una comunità di iscritti, militanti ed elettori appartenenti a quest’area che lavora già ogni giorno per costruire un’alternativa più ampia e che non accetta di avere una rappresentanza divisa in più sigle.
Una comunità dove, come è ovvio, sono presenti sensibilità diverse, ma che si trova d’accordo sui temi essenziali. Ci uniscono:
- Il desiderio di un’Italia protagonista dell’integrazione europea, per un’Europa più coordinata, incisiva in politica estera e capace di difendersi autonomamente.
- Il sostegno anche militare all’Ucraina come discriminante politica non negoziabile perché l’Ucraina è la frontiera dove si difendono le libertà fondamentali contro le crescenti aggressioni imperialiste e totalitarie.
- Un progetto di sviluppo del Paese che premi il merito e i frutti del lavoro di chi studia, innova e produce valore.
- La centralità della persona, della libertà economica, della concorrenza e della tutela delle libertà civili.
- Una gestione finanziaria orientata a investire nel futuro anziché preservare il passato, caratterizzata dal rigore nei conti pubblici e da un’attenzione costante alla fiscalità.
- Un’idea di transizione energetica pragmatica e razionale, basata sui dati e sui calcoli concreti anziché sull’ideologia per giungere con la previsione, quindi, all’utilizzo anche del nucleare.
- Un’attenzione fondamentale al ruolo dell’istruzione, intesa come leva prioritaria per lo sviluppo della società, il superamento delle disuguaglianze sociali e l’innovazione del Paese, l’integrazione di chi non ci è nato ma desidera farne parte.
Ci unisce soprattutto, la consapevolezza che, per far vivere questi concetti nella realtà politica ed elettorale è necessario non solo mettere insieme le forze che si sono disperse in questi anni ma anche, e soprattutto, attrarre energie nuove, oggi sfiduciate e silenti.
In molti territori questa convergenza è già realtà e la disponibilità a ricercare ed aprirsi al nuovo è già presente. Per questo vi chiediamo ora di compiere il passo decisivo.
Chiediamo ai leader dei partiti e movimenti che fanno riferimento a quest’area di annunciare entro il 31 dicembre l’avvio della composizione di una lista unica per rappresentare quest’area alle prossime elezioni politiche.
Chiediamo che la composizione di questa lista venga fatta tenendo conto della realtà esistente ma come primo passo per avviare un processo costituente per riunificare in un unico partito le tante energie oggi disperse.
Chiediamo, per rendere credibile questo processo, che ogni candidato nei diversi collegi, all’atto dell’accettazione della candidatura, firmi un atto formale di impegno a convocare, entro sei mesi dall’eventuale elezione, l’Assemblea costituente per la nascita del nuovo partito unico. Esplicitando che la costituente dovrà svolgersi con procedure che rispettino tassativamente i principi di trasparenza, proporzionalità e contendibilità.
Ovviamente un simile processo sarebbe dovuto partire molti mesi fa, come del resto era stato più volte promesso. Tuttavia, nelle condizioni date, crediamo possa ancora rappresentare, se perseguito con convinzione e correttezza, un modo per potersi rivolgere ad un mondo più vasto rispetto a quello, in ogni caso angusto, che potremo raggiungere con una lista priva di un credibile respiro progettuale.
Grazie, davvero.
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